Il regime impatriati è una agevolazione IRPEF per chi rientra in Italia dopo un periodo all’estero e lavora in Italia come dipendente, autonomo o imprenditore.
Consiste nel tassare solo una parte del reddito per un periodo da definire a seconda dei casi
Come funziona in generale
- Il beneficio riduce il reddito imponibile (50%, 30% o 10% a seconda del periodo e dei requisiti).
- Vale per 5 anni, con possibili proroghe.
- Devi:
- aver vissuto all’estero per un certo periodo (2, 5, 6 o 7 anni secondo i casi),
- trasferire la residenza fiscale in Italia,
- lavorare prevalentemente in Italia per almeno 183 giorni l’anno.
Quale regime si applica? Dipende dalla data di rientro in Italia
Rientri dal 2024 in avanti (nuovo regime)
- Esenzione: 50%
- Durata: 5 anni
- Proroga più limitata (es. +3 anni) solo con condizioni specifiche, come:
- acquisto di abitazione principale
- Requisiti più stringenti:
- estero per almeno 3 anni (ma può salire a 6–7 anni se si rientra per lo stesso datore/gruppo)
- obbligo di mantenere la residenza in Italia per 4 anni
→ se non lo fai, devi restituire il beneficio con interessi
- Nel nuovo regime è possibile cumulo con altre agevolazioni (es. ricercatori e docenti)
Mantenimento del beneficio
Per mantenere l’agevolazione, ogni anno devi:
- essere residente fiscalmente in Italia,
- lavorare prevalentemente in Italia (≥ 183 giorni),
- svolgere attività effettiva in Italia.
Se non rispetti i requisiti → perdita del beneficio per quell’anno o recupero totale.
Come si applica nella pratica?
- Lavoratori dipendenti:
richiesta al datore di lavoro → ritenute su imponibile ridotto. - Autonomi:
agevolazione applicata direttamente in dichiarazione. - Se il datore non applica il regime → lo fai in dichiarazione dei redditi.
Riassumento
Il regime consente di tassare solo una quota del reddito prodotto in Italia per 5 anni (eventualmente prorogabili), con percentuali diverse in base all’anno di rientro:
- 50% (rientri dal 2024)